Il protocollo d’intesa vuole creare le condizioni per favorire e promuovere un’autentica cultura dell’educazione teatrale nelle Scuole del territorio.
Una pedagogia non solo rivolta a nuovi linguaggi ma nella prospettiva di nuovi legami-atti-testimonianze di valori.
Fare teatro non è solo esibizione, ma soprattutto è ricercare se stessi e la propria creatività attraverso la comunicazione con gli altri come partecipazione-atto di presenza nella comunità.
L’educazione teatrale può, in sostanza, aiutare la persona a realizzarsi come individuo e come soggetto sociale attraverso una serie di tappe fondamentali: la ricerca di un equilibrio individuale; la costituzione di una soggettività sociale attraverso lo scambio culturale tra i membri del gruppo; la messa al centro della dignità e dell’autonomia della persona umana da tutte le dipendenze che impediscono la sua realizzazione rivestendo funzioni particolari all’interno del sistema sociale; favorire la comunicazione e la riduzione dei conflitti per mezzo della partecipazione ad attività e compiti collettivi.
Il teatro è dunque una disciplina completa che permette di utilizzare al massimo, e quindi di migliorare, le qualità intellettuali (intelligenza, creatività, immaginazione, fantasia, cultura…) fisiche e sensuali (voce, musicalità corporea…) ma anche le debolezze e i difetti (egocentrismo, esibizionismo, aggressività, eccesso d’energia, dispersione, timidezza, pigrizia…) che si tratterà di disciplinare trasformandole in qualità e talento.
Si impone quindi la necessità di una pedagogia teatrale chiave di lettura di uno specifico linguaggio, sempre vivo e ricco di umanità perché soggetto all’interpretazione dell’attore ed a quella dello spettatore. Tale pedagogia dà vita ad attività che si pongono come fine ultimo uno scopo educativo di formazione umana e di orientamento, credendo incondizionatamente nelle potenzialità di ogni individuo.